1921 – Il mistero di Rookford

il mistero di rookford 1921   Il mistero di Rookford

Regia: Nick Murphy
Cast: Rebecca Hall, Dominic West, Imelda Stauton, Isaac Hempstead – Wright
Durata: 107 minuti
Produzione: Regno Unito, 2011

1921. Nella Londra del primo dopoguerra la giovane Florence Cathcart piange il fidanzato caduto in trincea e dedica la sua esistenza a smascherare santoni e medium ciarlatani. Donna razionale e avanguardista, autrice di un libro di successo sulla truffa del soprannaturale, viene un giorno contattata dall’insegnante di un collegio maschile. Trattasi di una tenuta sperduta nelle campagne inglesi, a Rookford: pare che sia infestata da uno spettro. Questa volta ci sono le prove ed un allievo ci ha rimesso la vita.

Incredula, Florence accetta la sfida di screditare il presunto mistero. Ma la soluzione non è quella che sembra. Ci sono cose che non si possono spiegare, come quella invadente sensazione di essere costantemente osservati da qualcuno. O qualcosa.

Di seguito, il trailer del film:

1921 – Il mistero di Rookford è una pellicola dalle premesse interessanti, anche se di certo non includiamo tra queste il titolo, anonima versione italiana dell’originale “The awakening”, concettualmente molto più adeguato. Perché proprio di risvegli si parla, a più livelli, e non solo in riferimento alla sconvolgente rivelazione finale.

Innanzitutto ci troviamo di fronte ad un risveglio culturale: un disincanto dalle superstizioni. La protagonista è una giovane emancipata, eccezionalmente matura sia intellettualmente che sessualmente, in continua lotta con i presunti fenomeni paranormali che lei stessa per prima, in fondo e in qualche modo, almeno inconsciamente teme. Perseguitata dalla sofferenza e dal rimorso per la perdita del fidanzato, in costante equilibrio tra malinconica vulnerabilità e caparbia forza d’animo, Florence Cathcart è una donna che ha dedicato la vita a combattere ingannevoli mercati di apparizioni spettrali. Proprio lei che, fosse nata qualche secolo prima, sarebbe paradossalmente apparsa a sua volta come ideale imputata di stregoneria.

Si diceva del risveglio culturale. Come quello da un sistema scolastico ed educativo troppo rigido ed obsoleto, condannabile da un punto di vista sia etico che morale: tematica, questa, che il film soltanto sfiora, ma in modo piuttosto incisivo. Siamo infatti in un’epoca di transizione, la modernità è al varco. Ed è, per l’appunto, una scelta registica vincente quella di ambientare questa vicenda nel periodo postbellico invece che nell’età vittoriana come originariamente previsto dagli sceneggiatori.

Ma il risveglio è anche sociale. Un risveglio, stavolta traumatico, dall’incubo della Grande Guerra che ha dilaniato una generazione smarrita ed una società ormai ossessionata da un lutto condiviso che non è in grado di elaborare. Una comunità in ginocchio, alla continua ricerca di un contatto tangibile con ciò che ha perduto. A qualunque costo, perché il ricordo non basta, anzi non fa che rovinare ciò che resta, ed allora non rimane che credere: ad una vita postmortem, ad una presenza soprannaturale, a qualsiasi cosa possa alleviare quel dolore che sembra insostenibile. Credere a tutto, anche ai fantasmi, se necessario.

E questa è una storia di fantasmi, in senso stretto ed in senso lato. Perché al di là degli ectoplasmi, ciò che davvero affrontano i protagonisti del film sono gli spettri del passato. Ognuno ha lasciato qualcosa, in quell’epoca maledetta. E così, c’è chi è tormentato dal ricordo di un amore perduto per sempre, chi dalla memoria dei compagni di trincea caduti nel fango, chi ha seppellito un figlio e chi è dilaniato dal rimorso della diserzione. Ne esce il ritratto di una società distrutta, ormai semplice aggregazione di singole solitudini esistenziali.

Il registro emotivo del film è insomma di raro rilievo per il genere, ma guardando al nostro ambito di interesse non possiamo fare a meno di considerare quello emozionale. Sulla linea di quanto detto finora, si tratta di una narrazione che inquieta più a livello psicologico che per quello che effettivamente mostra. La suspence è certamente alta, ma senza mai abusare dei colpi ad effetto. Si gioca più sul percepito che sul visto, e in tal senso diverse scene sono davvero notevoli (due di queste hanno a che fare con l’acqua, una terza con una casetta delle bambole), da apnea.

Dal punto di vista formale, il primo film di Nick Murphy è girato con grande stile, ed abbina una tecnica di classe ad un’impeccabile fotografia ovattata, dai colori cupi e retrò, il tutto impreziosito da una location ideale per un’ambientazione di questo genere. Le grigie campagne inglesi sono protagoniste al pari degli attori e costituiscono il valore aggiunto di un film che fa delle atmosfere il suo maggior punto di forza.

La caratterizzazione dei personaggi è eccellente, merito dell’ottimo cast guidato con maturità dalla bravissima Rebecca Hall, convincente nel sostenere una parte affascinate e sofferta. Al suo fianco una serie di comprimari all’altezza del ruolo, la governante Imelda Stauton in primis.

Tuttavia, un’ottima confezione e più che validi contenuti non bastano a liberare la trama da un senso di già visto (si ammicca spesso ad una serie di altre pellicole, The Others di Amenabar in primis, senza trovarne la stessa quadratura del cerchio) ed il film, senza dubbio ben realizzato, si perde in un colpo di scena finale talmente forzato da indebolire tutto l’insieme e rovinare quanto di buono si era gustato precedentemente.

In conclusione, 1921 – Il mistero di Rockford è un film sicuramente interessante per i temi che affronta, ma non mantiene del tutto le promesse iniziali. E’ un prodotto suggestivo e di buon livello, che tuttavia non riesce a convincere fino in fondo. Poteva essere un gioiellino, resta un discreto film di mestiere.

Scena CULT: Il momento in cui la protagonista scopre un modellino in scala del collegio che la ospita e guardando dentro le piccole finestre individua la piccola stanza corrispondente a quella in cui si trova. Al suo interno c’è una bambolina che le somiglia in modo particolare. Una bambolina che sta guardando a sua volta dentro una piccola casetta. E non è sola.

Voto: ***
Emoglobina: *
Battito cardiaco: ***
Brividi: ***

STRILLI

I primi anni di pace dopo la Prima Guerra Mondiale furono davvero tempi di grandi cacciatori di fantasmi, veri o presunti. Alcuni credevano veramente nelle presenze paranormali, altri fingevano per truffare gli ingenui, ma a conflitto da poco terminato il fenomeno divenne di costume, principalmente perché molti non si rassegnavano alla perdita dei loro cari e si rivolgevano quindi a dei medium per ritrovare un contatto con essi.

Per l’inquietante collegio di Rookford sono state usate diverse locations. Mentre le scene che riprendono gli esterni di Rookford sono state girate a Lyme Park nel Cheshire, per gli interni sono state usate tre diverse case di campagna situate nei Borders scozzesi nei pressi di Berwick-upon-Tweed: le tenute di Gosford, Manderston e Marchmont House.

L’attrice protagonista, Rebecca Hall, ha dichiarato in un’intervista: “1921 – Il Mistero di Rookford affascina per ciò che racconta in generale delle persone. Alla fine, il film parla dell’essere sinceri con se stessi, di cercare di affrontare le cose che di solito le persone tendono a seppellire e con le quali non vogliono confrontarsi, della paura che nasce e che genera una vita vissuta a stento (…) Il film non ha la pretesa di stabilire se i fantasmi esistono, piuttosto, intende spiegare perché abbiamo bisogno di loro. Se i fantasmi non esistessero, sentiremmo il bisogno di inventarli. Abbiamo tutti bisogno di un sistema di credenze e abbiamo tutti bisogno di questo sfogo immaginativo. Raccontiamo storie al fine di comprenderci meglio”.

Se ti è piaciuto, terrorizzati con: The Others (di Alejandro Amenabar, 2001), The Orphanage (di Juan Antonio Bayona, 2007), Il Sesto senso (di M. Night Shyamalan, 1999).

5 pensieri su “1921 – Il mistero di Rookford

  1. o mio dio e un film eccezionale eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee oooooooooooooooooooooooooooooooocheeeeeeeeeeeeeeeeee paurapoìììììììììì

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