ESP – Fenomeni paranormali

48477 ESP   Fenomeni paranormaliRegia: The Vicious Brothers
Cast: Sean Rogerson, Juan Riedinger, Ashleigh Gryzko, Mackenzie Gray, Merwin Mondesir
Durata: 92 minuti
Produzione: Canada, Usa, 2011

Una troupe televisiva gira un reality show sui fenomeni paranormali, visitando di volta in volta case infestate, castelli stregati e luoghi maledetti alla ricerca di presenze ultraterrene.

Alla sesta puntata è il turno di un ospedale psichiatrico abbandonato. L’edificio fu teatro di esperimenti medici, suicidi ed anche di un omicidio. Il posto è effettivamente lugubre al punto giusto e i nostri reporter, che per la verità sono i primi a dubitare dell’effettiva esistenza dei fantasmi, accettano di farsi chiudere a chiave dentro l’ex manicomio per una notte, al fine di documentare tutto ciò che di paranormale possa palesarsi.

Col passare delle ore, scopriranno che le leggende sull’edificio non erano solo innocue dicerie, ma che esso è a tutti gli effetti vivo. 

Di seguito il trailer del film dei Vicious Brothers:

Ogni epoca ha le sue mode e nel mondo del cinema, in particolare quello horror, succede di frequente che tali mode diano origine a veri e propri filoni di pellicole che ricalcano lo stesso (sotto)genere. Esp – Fenomeni paranormali è l’ennesimo esempio di “mockumentary”, neologismo inglese che significa “falso documentario”. In questa tipologia di film, accade che degli eventi fittizi appositamente realizzati per la trama vengano presentati al pubblico come reali, solitamente in forma di presunti filmati ritrovati (nel nostro caso) in luoghi di sparizioni o di carneficine.

E così, dagli ormai lontani tempi di Cannibal Holocaust (1980), capita che talvolta qualche cineasta si diverta a costruire vicende in stile documentaristico, realizzandole con tutti i canoni della veridicità del genere e mostrandoli come cronache di eventi spaventosi accaduti proprio a coloro che le stavano riprendendo. Se il succitato titolo di Ruggero Deodato può dirsi il capostipite e pioniere del genere, è d’altra parte all’ormai celeberrimo The Blair Witch Project (1999) che dobbiamo l’esplosione dei mockumentary horror, che di tanto in tanto hanno offerto anche episodi di buona qualità, come nel caso dello spagnolo REC (2007).

Con il fenomeno di tendenza Paranormal Activity (2007), il cinema americano si è accorto che il prodotto tira ancora e così ecco il nostro Esp – Fenomeni paranormali, che di fatto non è che un collage di tutti i suoi predecessori. Niente di nuovo sul fronte extrasensoriale, insomma, soprattutto se si tiene conto della trama, ennesima riproposizione di un altro sottogenere ancestrale del cinema horror, ovvero quello che vede un gruppo di persone chiudersi volontariamente o meno in un luogo stregato (Haunting – Presenze,1999; Il mistero della casa sulla collina, 1999: questi due tra i film più recenti giocati su questo tema).

Esp – Fenomeni paranormali ci appare insomma come l’ennesima copia della copia che sfrutta un prodotto di moda, ma è anche vero che non mancano alcuni spunti di discreto interesse.
Innanzitutto una ben poco velata critica al format del reality show (in particolare quello americano), in cui di reale non c’è proprio nulla: mai come in questo caso questi prodotti ci appaiono invece come finti e posticci.

In secondo luogo la location scelta è davvero perfetta e nell’economia della trama risulta protagonista al pari degli attori. L’ospedale psichiatrico, nella sua fatiscenza inquieta e mette in soggezione quanto basta, e si propone esso stesso come entità soprannaturale nel momento in cui prende letteralmente vita. E’ forse l’intuizione migliore degli esordienti Vicious Brothers, seppur non certo un’idea inedita, come testimonia ad esempio Rose Red, la miniserie di Stephen King del 2002, che già metteva in scena una casa “viva”. Tuttavia l’atmosfera claustrofobica e l’idea dello smarrimento dei personaggi dal punto di vista spazio-temporale sono certamente elementi che impreziosiscono una pellicola altrimenti piuttosto banale.

I registi giocano per lo più su qualche trucco classico del mestiere, il che sembrerebbe anche inizialmente funzionare, costruendo una buona suspence e imponendo la giusta dose di suggestione allo spettatore, tra porte e finestre che si aprono o si chiudono da sole, oggetti animati che appaiono dal nulla e il classico connubio di voci ed ombre che accompagnano gli sfortunati reporter nell’esplorazione del labirinto “in divenire”. Ma quanto di buono costruito nella prima parte si perde nel momento in cui le presenze non vengono più solamente intuite, ma esibite, tra effettacci computerizzati piuttosto pacchiani che fanno perdere il senso del reale su cui era stato costruito il finto documentario.

Ultimo elemento da sottolineare è la variazione sul genere che Esp – Fenomeni paranoramili introduce, laddove non si limita solamente a lasciar intuire il destino dei personaggi come avevano fatto tutti i suoi precursori, ma lo mostra allo spettatore senza lasciare dubbi di sorta. Dubbi che invece rimangono sulla coerenza della trama. Non si può fare a meno di chiedersi, ad esempio, come sia stato ritrovato il materiale girato dai reporter.

Esp – Fenomeni paranormali non è un prodotto di per sé innovativo, né qualitativamente elevato: è evanescente come le presenze che lo caratterizzano e scompare presto dalla memoria. Ma se non altro non si può negare che raggiunga l’obiettivo di far passare un’ora e mezza avvolti da un’aura di tensione impreziosita da qualche sano scatto sul divano. Raggiunge insomma l’obiettivo minimo di ogni film horror che si rispetti.

Scena CULT: La scena in cui uno dei reporter viene letteralmente inglobato da una vasca da bagno piena di acqua rosso sangue.

Voto: **
Emoglobina: **
Battito cardiaco: ****
Brividi: ***

STRILLI:

Il titolo del film (in originale Grave Encounters) riprende l’acronimo inglese di percezione extrasensoriale (Extra-Sensory Perception).

L’ospedale psichiatrico abbandonato del film è in realtà il Riverview Hospital di Coquitlam, Canada. La struttura, in disuso, è spesso location di film e serie tv per la sua architettura imponente ed affascinante.

La lobotomia, l’orrenda terapia praticata dal medico del manicomio di Esp – Fenomeni paranormali, era un intervento di neurochirurgia estremamente invasivo finalizzato a curare i malati di mente. Il medico andava a recidere le connessioni della corteccia prefrontale dell’encefalo, spesso tramite un punteruolo chirurgico che trapassava lo strato osseo al di sopra della palpebra. Questa pratica, che fu all’epoca osannata per i risultati che otteneva, ridusse in realtà migliaia di persone ad uno stato pressoché vegetale ed è stata oggi abolita.

Se ti è piaciuto, terrorizzati con: The Blair Witch Project (di Daniel Myrick, Eduardo Sanchez, 1999); REC (di Jaume Balaguerò, Paco Plaza, 2007); Il mistero della casa sulla collina (di William Malone, 1999).

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