Fright Night – Il vampiro della porta accanto

fright night Fright Night   Il vampiro della porta accantoRegia: Craig Gillespie
Cast: Colin Farrell, Anton Yelchin, Toni Collette, David Tennant, Imogen Poots, Christopher Mintz-Plasse
Durata: 106 minuti
Produzione: Usa, Regno Unito, 2011

Il giovane Charlie Brewster ha finalmente riscattato gli anni di un’adolescenza da nerd con dei nuovi amici popolari ed una fidanzata mozzafiato. Le cose vanno insomma a gonfie vele, almeno fino a quando alcuni dei suoi compagni di classe iniziano a scomparire.

Lo strano fenomeno accade da quando Charlie ha come nuovo vicino di casa Jerry, scapolo dal fascino tenebroso. Non lo si vede mai di giorno, forse perché predilige vivere la notte in compagnia delle donne che immancabilmente gli cascano ai piedi. Ma la verità potrebbe essere un’altra, come sostiene Ed, l’ex migliore amico di Charlie. Forse dietro la porta accanto si cela in realtà un letale vampiro. Ed è per questo che da quando è arrivato in città sono calate le tenebre.

L’incredulo ragazzo scoprirà presto che Ed ha ragione e che Jerry il vicino è anche molto affamato. Solo una persona può aiutare Charlie: il suo idolo televisivo, il grande Peter Vincent, il miglior cacciatore di vampiri di Las Vegas.

Di seguito il trailer di Fright Night – Il vampiro della porta accanto

Fright Night – Il vampiro della porta accanto è un’operazione coraggiosa: è infatti il rifacimento di un glorioso classico del genere vampiresco, Ammazzavampiri, film cult degli anni ’80. E la produzione si è giocata delle carte interessanti e in un certo senso inaspettate, consegnando il timone a quel Craig Gillespie che aveva conquistato la critica con il gioiellino indipendente “Lars e una ragazza tutta sua”. Si tratta infatti di un regista certamente dotato, ma agli esordi nel mondo del genere horror. D’altra parte, l’originale poneva delle sfide non da poco, soprattutto nel proporre dei personaggi memorabili e difficilmente sostituibili quali Jerry il vampiro e la sua nemesi, quel Peter Vincent, novello Van Helsing del teleschermo in declino. Ebbene, se ad onor del vero il confronto risulta piuttosto impari, bisogna comunque riconoscere a questa versione digitalizzata di Fright Night diversi meriti, non ultimo quello di essere un’operazione onesta e divertente.

Che questo remake abbia qualcosa da dire, lo si capisce già dalla scena iniziale, nella quale vediamo dall’alto, immersa nella notte, una piccola cittadina del Nevada, le cui ordinate villette a schiera formano una pianta rettangolare perfettamente inserita nel deserto. La telecamera ci porta dentro una casa, il televisore è sintonizzato sul programma che dà il titolo al film. Il suo giovane spettatore viene distratto da un urlo improvviso, proveniente dalla camera da letto dei genitori, che ora giacciono esanimi sul pavimento. I corpi saranno presto tre. E’ una partenza incalzante: il giorno dopo torniamo alla stessa cittadina, ora classico ridente scenario costellato di casette color pastello e volti sorridenti della middle class americana. L’incubo è passato, ma non tarderà a tornare, dopo il tramonto.

E’ questa l’ambientazione in cui si muove il nostro protagonista Charlie Brewster (che porta il viso giusto di Anton Yelchin), nella sua fase di passaggio dall’ingrata adolescenza alla ben più promettente età adulta. E’ un tema, quello della crescita, che pervade il film in modo sorprendentemente non banale, rispettando lo spirito della pellicola originale, rivolta soprattutto ad un pubblico giovane. Nello stesso ambiente si muove anche Jerry Dandrige, per i più anziani il mitico vampiro dandy amante delle mele, indimenticabile icona anni ’80 dal sorriso irresistibile, simbolo di stile e di fascino. La versione 2.0 di Jerry il vampiro mantiene, oltre alla passione per la frutta, anche il suo sex appeal, ma lo adatta ai tempi presenti, perdendo certamente un po’ di fascino ma acquisendo quella mascolinità, quasi al limite della bestialità, che esplica la vera essenza animale e mostruosa del personaggio. Quella di Colin Farrell è un’interpretazione moderna dell’immagine del vampiro, in pieno contrasto con le derive romantiche che hanno ultimamente caratterizzato questa figura (sono ben poco velate in alcuni dialoghi le critiche a Twilight). D’altra parte, oltre che dall’indubbia presenza scenica, l’attore irlandese è per una volta aiutato anche dalla sua consueta inespressività, prerogativa richiesta dalla parte. Il nuovo Jerry ha insomma tutti gli attributi per non sfigurare, ma lasciatecelo dire: quello vecchio era un’altra cosa.
Completano il cast la sempre diligente Toni Collette nella parte della madre di Charlie, la promettente Imogen Poots nei panni della bella fidanzata, Christopher Mintz-Plasse all’ennesimo, ma appropriato, ruolo nerd e la vera rivelazione del film: David Tennant, il nuovo Peter Vincent. Quella di rimodellare il cacciatore di vampiri è infatti, a parere di chi scrive, la vera svolta del film. Un tempo anziano e maldestro attore sul viale del tramonto, il Peter Vincent di oggi diventa un illusionista ciarlatano ed alcolizzato, in grado di rubare la scena a tutti e di imporsi come vera anima della storia.

Non è comunque l’unico brillante tocco della sceneggiatrice Marti Noxon, che pur risentendo non poco dei suoi trascorsi all’interno della serie tv Buffy, riesce a modernizzare degnamente il soggetto originale: così come quell’Ammazzavampiri era collocabile esclusivamente nei suoi anni ’80, questo Fright Night è decisamente figlio dei nostri tempi, e ci propone una trama più complessa ed intrisa di tecnologia, come si conviene ad una società ormai abituata dal progresso ad essere bombardata da immagini e notizie. Il film riprende infatti la storia, decisamente schematica, di “Ammazzavampiri” e la infarcisce di elementi, dettagli, di tutto quello che la sua epoca ipertecnologica impone, arricchendo lo spunto originale (non disdegnando di aumentarne anche il tasso di emoglobina) ma pagando con la perdita di una buona dose del fascino che caratterizzava la vecchia pellicola.

Corona il quadro generale una regia divertita, ma di qualità, capace di inserire scene di notevole maestria (come il singolare piano sequenza dell’inseguimento in macchina) in un contesto comunque sempre ironico e leggero. Peccato per l’eccesso di computer grafica, probabilmente richiesto dalla tecnologia 3D.
In definitiva il nuovo Fright Night risulta un film godibile, purché non lo si prenda troppo sul serio.

Scena CULT: La scena in cui Jerry il vampiro, che notoriamente non può entrare in una casa se non è invitato dal suo proprietario, decide di sabotare in modo piuttosto spettacolare l’impianto del gas dell’abitazione di Charlie al fine di farla esplodere, spiegando che “non serve un invito se non c’è una casa”.

Voto: **1/2
Emoglobina: ***
Battito cardiaco: ***
Brividi: **

STRILLI:

Tra le vittime del vampiro, compare in un breve cammeo Chris Sarandon, il memorabile Jerry Dandrige originale.

Il cacciatore di vampiri, Peter Vincent, prende il nome da due storiche icone del cinema horror vampiresco: Peter Cushing e Vincent Price.

Sono numerose le differenze con Ammazzavampiri: le più vistose riguardano Jerry il vampiro, che qui perde il potere di trasformarsi in pipistrello e non gode più dei servigi di un assistente. Come precedentemente accennato, il personaggio di Peter Vincent è stato letteralmente rivoluzionato. Anche quello della madre di Charlie ha qui un ruolo certamente più centrale che nella vecchia versione. Ed, l’amico di Charlie, ha infine perso oggi la facoltà di trasformarsi in lupo.

Se ti è piaciuto, terrorizzati con: Ammazzavampiri (di Tom Holland, 1985), Underworld (di Les Wiseman, 2003), Dal tramonto all’alba (di Robert Rodriguez, 1996).

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