L’ultimo dei templari

47536 Lultimo dei templariRegia: Dominic Sena
Cast: Nicolas Cage, Ron Perlman, Stephen Campbell Moore, Claire Foy, Stephen Graham, Ulrich Thomsen, Robert Sheenan, Christopher Lee
Durata: 95 minuti
Produzione: Usa, 2011

Quattordicesimo secolo. Nauseati dall’ennesima strage di innocenti in nome di una causa che non riconoscono più e tormentati dal rimorso per aver massacrato per anni donne e bambini per conto di un dio frainteso, i crociati Behmen e Felson decidono di lasciare la Terra Santa. Tornati in patria, trovano una terra straziata dalla peste nera. Vengono quindi riconosciuti ed accusati di diserzione dall’Inquisizione, ma un cardinale propone loro un’alternativa alla condanna a morte. Behmen e Felson potranno guadagnarsi la salvezza scortando una giovane accusata di stregoneria fino ad una lontana abbazia, dove i monaci che vi risiedono la libereranno dal maligno: solo il grande esorcismo riuscirà a porre fine all’epidemia. I due accettano la missione, mossi più da spirito di redenzione che di asservimento, e partono accompagnati da un prete, un cavaliere in lutto, un chierico ed un truffatore, esperto conoscitore della fitta foresta che dovranno attraversare.

Ma il tragitto nasconde numerose insidie. E forse molte di esse provengono proprio da quella ragazza, la presunta strega dagli innocenti occhi celesti.

Di seguito il trailer de “L’Ultimo dei templari”:

Della serie, i saldi dei saldi di fine stagione. Che talvolta capita anche di trovare qualche prodotto di marca, ma nella gran parte dei casi non basta mettere la griffe su uno scarto per donargli qualità, e forse c’è un motivo se quell’abito è rimasto così a lungo in fondo agli scaffali. Allo stesso modo, non basta un buon cast a fare un buon film, come dimostra L’ultimo dei templari, che onestamente è un pasticcio epocale.

Già il titolo tradisce il povero spettatore, che si aspetterebbe una pellicola d’avventure ed eroismi d’altri tempi. E’ l’ennesimo tranello teso dai traduttori italiani: di templari non c’è onestamente traccia e mantenere l’originale “Season of Witch” (La stagione della strega), sarebbe stato decisamente più congruo al contenuto. Siamo infatti di fronte ad un horror medievale, di infima categoria e disdicevole fattura, cosparso di mostri ed effettacci di ogni genere. C’è davvero di tutto: volti deturpati dalla peste, una strega, lupi indemoniati, monaci zombies e infine, a coronare il tutto, proprio lui, signore e signori: sua maestà il Diavolo!

In realtà, prima della deriva più totale, qualche buono spunto farebbe ben sperare. Pur consci di non essere di fronte al capolavoro, l’inizio potrebbe promettere se non altro una godibile avventura ambientata nelle buie atmosfere medievali ed impreziosita da un’apprezzabile sfumatura critica nei confronti di una delle epoche più buie dell’umanità. Nella fase del cammino verso l’abbazia sperduta il film parrebbe in effetti conquistarsi una sua dignità, ben giocando sul dubbio e sulla suggestione, dosando in modo efficace le ambiguità dei personaggi di contorno, ed incorniciando il tutto con la lugubre foschia della classica foresta nera, opportunamente ornata da qualche elemento soprannaturale e demoniaco. Parrebbe, appunto, perché il regista torna presto sui suoi passi, rovinando il salvabile con una mezzora finale spropositatamente cialtrona.

Se sceneggiatura e regia lasciano più che perplessi, va detto francamente che anche gli attori non sono esenti da responsabilità. Nicolas Cage addobbato di biondo parruccone è forse l’elemento più spaventoso del film: la paresi facciale che da tempo lo colpisce è ben poco funzionale a quel tormento di coscienza che dovrebbe trasmettere il suo personaggio. Al suo fianco l’onesto mestierante Ron Perlman, che proprio ad un ruolo memorabile in ben altro film di ambientazione medievale (Il nome della rosa) deve molte delle sue fortune, offre un’interpretazione dignitosa, galleggiando a malapena sulla palude generale. Il buon vecchio Christopher Lee, che tanto ha regalato al genere, fa invece bene a nascondersi sotto un pesante trucco da appestato. Un commento a parte, ad onor del vero, lo dedichiamo alla brava Claire Foy: la sua strega depista e confonde in modo più che convincente. E’ lei l’unico elemento interessante di tutto il film.

A prescindere dalla mediocrità del soggetto, è un peccato constatare che quello che veramente avrebbe potuto dare qualità al film sia stato banalizzato oltre ogni limite. Gli spunti di riflessione su ciò che è stato in quei secoli bui, sui temi fondamentali come quello del rapporto dell’uomo con la religione (Dio e le istituzioni che lo rappresentano), o sulla piaga della caccia alle streghe sono solo appena (mal) accennati. Anzi, il grande paradosso riguarda proprio l’abominio realmente perpetrato nell’errore dalla Chiesa durante il medioevo – tra crociate ed inquisizione – che il film sembra inizialmente criticare finendo poi per avvalorarne le tesi. E’ qui che la pellicola si imbatte nel suo limite più grande.

Scena CULT: Il combattimento nel monastero diroccato, in cui Nicolas Cage e compagni affrontano dei poco credibili monaci zombies in versione ninja ed un diavolo dalle sembianze “pipistrellesche”. Per gli amanti del trash, una perla.

Voto: *
Emoglobina: **
Battito cardiaco: *
Brividi: **

STRILLI

Come sopra accennato, i protagonisti del film non sono due templari, bensì due crociati, presumibilmente appartenenti all’ordine Teutonico, militanti in Terra Santa ai tempi delle Crociate Smirniote (1343 – 1351). In generale, le crociate furono una serie di guerre combattute tra l’XI secolo e il XIII secolo fra eserciti di regni cristiani europei ed eserciti musulmani, prevalentemente sul terreno dell’Asia minore e nel Mediterraneo orientale. Pur se benedette dalla Chiesa, esse furono spesso teatro di eventi sanguinosi e stragi insensate.

L’Inquisizione fu l’istituzione ecclesiastica fondata dalla Chiesa cattolica per indagare e punire i sostenitori di teorie considerate contrarie all’ortodossia cattolica. La caccia alle streghe fu la persecuzione di donne sospettate di compiere sortilegi, malefici, fatture o di intrattenere rapporti con forze oscure ed demoniache dalle quali ricevere i poteri per danneggiare l’uomo. Le streghe, ritenute pericolose dalle autorità civili e religiose, furono oggetto di persecuzioni che spesso terminavano con la morte: molte di esse vennero torturate e bruciate vive, con le motivazioni ufficiali più varie, ma spesso in base a delazioni anonime mosse anche da futili ragioni e in molti casi sotto tortura. Il numero delle vittime della caccia alle streghe durante i due secoli in cui sia i tribunali dell’Inquisizione che quelli della Riforma le condussero al rogo è stato largamente dibattuto. Il raggiungimento di una certezza sul tema è ostacolato da molti elementi, ma è stato stimato un numero di circa 110.000 processi, di cui circa 60.000 culminati in esecuzioni capitali. In questi processi l’80% degli accusati era di sesso femminile. L’ultima strega condannata a morte in Europa fu Anna Goldi, uccisa nel 1782 a Glarona, in Svizzera.

Il film ha ricevuto due nomination ai Razzie Awards 2011 (i premi ai peggiori registi, attori e film della stagione): peggior attore protagonista a Nicolas Cage e peggior coppia per Nicolas Cage e chiunque appaia nello schermo insieme a lui.

Se vi è piaciuto, terrorizzatevi con: L’armata delle tenebre (di Sam Raimi, 1993), Sauna (di Antti – Jussi Annila, 2008), Dracula di Bram Stoker (di Francis Ford Coppola, 1993)

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