The Faculty

faculty The Faculty

Regia: Robert Rodriguez
Cast: Elijah Wood, Jordana Brewster, Clea DuVall, Laura Harris, Josh Hartnett, Salma Hayek, Famke Janssen, Shawn Hatosy, Piper Laurie, Robert Patrick
Durata: 104 minuti
Produzione: Usa, 1998

Alla Herrington Highschool (Ohio) succedono cose strane. Dopo il ritrovamento nel campo da football di uno strano parassita dalla provenienza sconosciuta, gli insegnanti della scuola iniziano ad assumere comportamenti diversi dal solito.

Quelli che inizialmente appaiono come dei semplici atteggiamenti eccentrici si riveleranno inquietanti sintomi di un contagio alieno che pare non lasciare scampo.

Toccherà ad un improvvisato ed eterogeneo team di studenti piuttosto particolari il compito di sventare l’invasione dei parassiti extraterrestri, esseri in grado di occupare i corpi degli umani, riducendoli a meri involucri svuotati dell’anima.

Di seguito il trailer del film:

Il talentuoso regista Robert Rodriguez, salito alla ribalta del cinema internazionale con i primi due episodi della Trilogia del Mariachi (El Mariachi, 1992 e Desperado, 1995) e reduce dalle prime brillanti collaborazioni con il suo mentore Quentin Tarantino (Four Rooms, 1995 e Dal Tramonto all’Alba, 1996) incontrava nel 1998 Kevin Williamson, già autore della serie tv adolescenziale di successo Dawson’s Creek e protagonista di celebri incursioni nel mondo dell’horror teenageriale con cult del genere come So cosa hai fatto (1997) e soprattutto il simbolo di quel filone così tanto in voga negli anni novanta: l’indelebile Scream (1996), il film che rilanciò la carriera di Wes Craven. Da questo inedito sodalizio usciva The Faculty, sunto delle visioni cinematografiche di questi due autori rampanti.

La pellicola, di ambientazione scolastica, abbina infatti le tematiche adolescenziali tanto care a Williamson alla regia pulp, virtuosa e citazionista di Rodriguez. Il risultato è un horror fantascientifico condito da una certa dose di ironia a tratti quasi goliardica: una pellicola sfacciatamente cinefila che non rinuncia ad omaggiare quei b-movies tanto celebrati dal regista texano.

Ed infatti le citazioni si sprecano. Si parte Dall’Invasione degli Ultracorpi (1956) – opera a cui The Faculty non fa mistero di ispirarsi – arrivando a La Cosa (1982), passando per Alien (1979) senza rinunciare ad attingere dal cinema pop degli anni ’90 (Independence Day, 1996; Men in Black, 1997) e dalla produzione letteraria di uno dei più influenti scrittori della fantascienza moderna, Robert A. Heinlein (Stella Doppia, Il Terrore della Sesta Luna).

Di questo mix risente senza dubbio una trama che non brilla per originalità, ma andando un po’ oltre le prime impressioni bisogna riconoscere una discreta efficacia all’idea di inserire il tema del mutamento di identità/personalità in un contesto che del cambiamento è l’emblema (il liceo, più in generale l’età dell’adolescenza). A questa osservazione si aggiungano altri elementi che vanno a conferire una morale al film. In primo luogo una chiara polemica nei confronti del sistema scolastico americano (e non solo). Le prime vittime dell’epidemia aliena sono proprio i professori, resi poco più che automi con il compito di costruire le fondamenta di una colonizzazione basata su una sorta di lavaggio di cervello che deve partire proprio dai banchi di scuola (l’ambiente per eccellenza in cui instillare e veicolare idee) per poi cercare di espandersi a tutti i livelli della società civile. E non è un caso che, ad accompagnare alcune scene dell’ordinaria vita scolastica del liceo Herrington, ci sia proprio quell’immortale inno di protesta contro un certo tipo di istruzione rigida ed alienante che fu Another Brick in The Wall dei Pink Floyd.

Né è un caso il fatto che gli improvvisati (anti)eroi del film compongano un gruppo di outsider (tra cui il nerd, la ragazza introversa, lo spacciatore della scuola, la nuova arrivata, il quaterback che si sente incompreso per il suo mediocre andamento scolastico) che sin dall’inizio rifuggono dalla facile tentazione dell’omologazione in un sistema, prima umano e poi alieno, che cerca di snaturarli ed assorbirli, rimanendo in balia ognuno della propria incomunicabilità con il resto dell’ambiente, sindrome classica dell’età giovanile.

Sono considerazioni forse leggermente ambiziose in relazione a quello che vuole essere in realtà l’intento principale del film, ovvero intrattenere e divertire. Infatti, coerentemente con questo scopo, The Faculty mantiene dall’inizio alla fine una linea decisamente autoironica, sia nell’impostazione generale che nelle scene di violenza, le quali richiamano in forma piuttosto sfumata quel cinema d’exploitation che è da sempre un dichiarato feticcio di Rodriguez. La vena sarcastica degli autori è confermata da diverse scelte di sceneggiatura, prima fra tutte quella che individua il punto debole delle creature aliene, dipendenti dall’acqua, nella droga spacciata da uno dei protagonisti, la quale ha un effetto letalmente disidratante su di esse.

Impreziosisce il prodotto un cast di livello, mix di giovani promesse (Elijah Wood, Josh Hartnett, Laura Harris) e di noti comprimari del grande schermo (Famke Janssen, Salma Hayek, Robert Patrick). In definitiva, una pellicola dall’inconfondibile gusto anni ’90 che potrebbe avere tutti i requisiti per diventare, nel tempo, un piccolo cult.

Scena CULT: Mentre uno dei protagonisti, il quaterback della squadra locale di football, sta facendo la doccia dopo gli allenamenti, un’anziana bidella appena contagiata irrompe nello spogliatoio. Il suo corpo troppo vecchio ha reagito male al parassita che vi si è insediato ed ora cerca spasmodicamente acqua per sopravvivere. Superato lo shock iniziale, il giovane (ancora insaponato) cerca di aiutarla pensando ad un malore. Scoprendo invece che il problema è palesemente un altro.

Voto: ***
Emoglobina: ***
Battito cardiaco: **
Brividi: ***

STRILLI

Il film doveva essere girato proprio dallo sceneggiatore Kevin Williamson, il quale scelse poi di dedicarsi ad un’altra pellicola (Killing Mrs. Tingle, 1999).

The Faculty, ambientato in Ohio, è stato girato nelle città di Austin, Dallas e Lockhart in Texas.

Oltre a quelli già considerati nella recensione, si possono notare alcuni espliciti riferimenti a La Cosa di John Carpenter nella scena in cui i protagonisti effettuano un singolare test per vedere chi è alieno e chi no, e in un’altra in cui un personaggio viene decapitato e dalla testa, al posto del corpo, crescono dei tentacoli per farlo muovere. D’altra parte vi sono anche numerosi riferimenti ben più sfumati a Terminator 2 – Il giorno del giudizio: a parte la partecipazione del “T-1000” Robert Patrick, il personaggio di Elijah Wood si chiama Connor (come i protagonisti del film di James Cameron), mentre uno dei professori si chiama Edward Furlong, come l’attore che interpreta John Connor. Vengono poi apertamente omaggiati registi come George Lucas, Steven Spielberg e Roland Emmerich, tutti autori di famose pellicole di fantascienza.

Se ti è piaciuto, terrorizzati con: Scream (di Wes Craven, 1996), Dal tramonto all’alba (di Robert Rodriguez, 1996), Grindhouse – Planet terror (di Robert Rodriguez, 2007).

 

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